Hamilton e la passione per le figurine e le cards
(foto Stefan Brending)
La notizia ha fatto rapidamente il giro del paddock e del mondo del collezionismo: Lewis Hamilton, pilota Ferrari e sette volte campione del mondo di Formula 1, avrebbe deciso di vendere la sua celebre collezione di auto di lusso per dedicarsi con sempre maggiore attenzione al collezionismo di figurine e card, segnando un cambio di prospettiva sorprendente rispetto a un passato fatto di supercar iconiche e modelli dal valore multimilionario. Una scelta che non nasce da esigenze economiche, ma da un'evoluzione personale già dichiarata dal campione britannico, sempre più distante dal concetto di possesso materiale legato alle automobili e più attratto da oggetti capaci di raccontare storie, evocare ricordi e conservare un valore culturale. Hamilton ha infatti raccontato di aver riscoperto una passione dell'infanzia, quella per le figurine, trasformandola oggi in un interesse strutturato che guarda anche a un mercato in forte crescita, dove alcune card sportive raggiungono cifre elevatissime nelle aste internazionali, comprese quelle legate ai grandi calciatori del passato e del presente. La scelta di un campione assoluto di abbandonare simbolicamente il lusso più estremo per tornare a un oggetto semplice e universale come la figurina rappresenta però anche qualcosa di più profondo: il segnale che, anche ai massimi livelli dello sport, le passioni personali possono contare più dello status symbol e che il valore di un oggetto non è dato solo dal suo prezzo, ma dal legame emotivo che riesce a creare.
Redazione